La giornata cominciò con il rumore del lavoro portuale, mentre sul porto non c’era ancora traccia del primo chiarore. Navren cercò la cima che aveva lasciato asciugare la sera precedente. Era ancora umida di pioggia, ma la giuntura rifatta da Granek teneva. Non si fidò del colore: la girò tra le dita per tutta la lunghezza. «Se aspettassimo che tutte le corde fossero asciutte, partiremmo soltanto dopo il cambio di stagione», brontolò uno dei facchini. Navren legò il nodo, provò la tensione e rispose soltanto: «Allora avremo più tempo per imparare ad aspettare». Dall'altra banchina un'altra imbarcazione aveva già lasciato gli ormeggi. Il ritardo parve enorme finché Navren non vide la barca scomparire dietro il molo: erano trascorsi soltanto pochi momenti. In mare anche un’attesa breve poteva evitare una leggerezza che qualcuno avrebbe ricordato per generazioni.