La saga fantasy di Marco Borzi

Noieravamogià

Sette giocatori. Un Dungeon Master.
Un mondo che esisteva già.

Una storia nata da anni di gioco e da sette voci che prendono decisioni imprevedibili. Ogni scelta apre una strada. Ogni errore lascia una traccia.

Scopri la storia
Roma sud · 31 ottobre 2026 · ore 22:16
Copertina definitiva di Noi eravamo già: sette figure avanzano verso Talmar al tramonto sotto due lune e due soli
Il primo volume
della saga
7giocatori
1Dungeon Master
2anni di campagna
ancora in corso
22:16l'ora dell'inizio
Il romanzo

Non era solo
una partita.

Roma sud. Sette amici e un Dungeon Master si ritrovano attorno a un tavolo. A Talmar, intanto, un mercante di oggetti magici è scomparso. Sette volontà, sette modi di decidere. La storia segue le loro scelte, senza aspettare che abbiano tutti la stessa idea.

«La fine del mondo cominciò alle ventidue e diciassette.»

Da una campagna di gioco di ruolo che prosegue da due anni è nato Noi eravamo già. Il romanzo conserva l'imprevedibilità delle scelte, il mistero di un mondo ignoto e un'ironia che resiste perfino alle catastrofi. E mentre la saga prende forma, la campagna continua.

Atlante della saga

Benvenuti a Ordan.

Una terra che non nasce con l'arrivo degli eroi e non si ferma quando voltano le spalle. Esplora la mappa senza entrare nei segreti riservati ai romanzi successivi.

Mappa canonica di Ordan: Talmar, la Marca di Vesh, Ardal, Navur, Teskal e altri luoghi

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Talmar è una città di porto, magazzini, gilde e incontri destinati a lasciare il segno.
Il prologo · Cronache della città · Anno 682

Talmar vive.

Prima del romanzo c’è una città. Le Cronache vive cominciano nel 682, due anni prima degli eventi di Noi eravamo già. Tra moli, botteghe e case incontrerete persone che hanno già una storia. Forse alcune torneranno nelle pagine del romanzo. Forse no. Talmar non aspetta i protagonisti per vivere.

Cronache vive
682 · Il prologo di Talmar684 · Il romanzo
Data locale
01
01
Anno 682
Un giorno, sette momenti.
La città racconta ciò che accade.
Prima della luce
Talmar

Una città prima della storia

Il calendario sta per aprirsi.

Prima apertura: 18 ottobre 2026
Archivio permanente

Le tracce che restano.

Le giornate passano; le conseguenze e le parole pubblicate rimangono.

In attesa della prima cronaca.

Ogni cronaca resta nell’archivio della città. Un giorno dopo l’altro.

Cronache del cielo · Talmar

Il cielo sopra Talmar

1 Sisral 682
Inverno astronomico
Saluto locale
Buon Ritorno

Il tempo in città

Il cielo si preparaIl tempo sopra i moli
Luce di Avar…
Umidità…
Vento…
Pioggia…
Altezza meridiana Avar…
Oren · KethLe due lune

Dai moli alle strade alte, il cielo cambia e Talmar gli va incontro.

Il cielo di oggi

Avar, Seyr, Oren e Keth hanno ciascuno il proprio corso.

Usanze della stagione

Le persone vivono, coltivano e commerciano secondo il loro clima.

Detto di Talmar

«Il mare non promette ritorni. Per questo si contano le barche, non le promesse.»
Talmar · una città, tanti cieli
Osservatorio aperto · contributi scientifici

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L’autore

Marco Borzi.

Marco Borzi raccontava storie molto prima di decidere di scriverne alcune. Per decenni lo ha fatto attorno a un tavolo, costruendo mondi per giocatori abbastanza incoscienti da entrarci e abbastanza ostinati da continuare a esplorarli.

Da una campagna di gioco di ruolo ancora in corso è nato Noi eravamo già. Non è la trascrizione di quelle avventure. L’autore avrebbe voluto tanto che la storia arrivasse comodamente là dove aveva deciso. E invece…

Le scelte, gli errori, le intuizioni dei protagonisti e le conseguenze di quelle azioni sono diventati materia narrativa; il mondo costruito intorno a loro ha preso vita. Per questo nessuno sembra saperne molto più del lettore.

Marco vive a Roma con la moglie Veronica e i loro tre figli.

La campagna e la saga, intanto, continuano.

Marco Borzi
Novità e contatti

Restiamo in contatto.

Per presentazioni, interviste, incontri con i lettori, collaborazioni e richieste editoriali, qui troverai il recapito ufficiale dell’autore.

Il recapito email ufficiale è in fase di attivazione.

Un assaggio del romanzo
Capitolo I · Roma sud, 31 ottobre 2026

Le ventidue e diciassette.

La fine del mondo cominciò alle ventidue e diciassette.

Due ore prima ero stravaccato su una morbida poltrona, con un boccale di birra in mano e la rassicurante certezza che, almeno per quella sera, le peggiori catastrofi possibili fossero tutte scritte da me e confinate dentro un computer portatile.

Sul tavolo avevo il fedele PC, gli appunti della sessione e una mappa quadrettata di novanta per settanta centimetri rimasta apparecchiata dalla volta precedente. Giordano aveva segnato le posizioni delle miniature con una precisione che avrebbe fatto pensare a un’imminente campagna militare, invece che a otto persone intenzionate a passare le successive sei ore mangiando patatine e prendendo decisioni discutibili per conto di individui inesistenti.

Io non avevo intenzione di alzarmi.

Era uno dei privilegi di un Dungeon Master con quarant’anni di avventure ruolate. Gli altri procuravano birra, sedie, matite, cibo e, occasionalmente, se stessi; io sedevo, leggevo, recitavo e osservavo il destino dipanarsi.

Almeno questo credevo.

Simone, padrone di casa, continuava a fare avanti e indietro dalla cucina caricando il tavolo di cibarie come se dovessimo resistere a un assedio.

Nel gioco tutta quella premura assumeva forme meno rispettabili: Simone era Anod’Or, 120 cm di simpatia e scaltrezza, giovane ladro rattoide, per il quale la proprietà privata era più che altro un’opinione. Altrui.

✧ ✧ ✧

Dal Capitolo I del romanzo.

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