Una città prima della storia
Il calendario sta per aprirsi.
Sette giocatori. Un Dungeon Master.
Un mondo che esisteva già.
Una storia nata da anni di gioco e da sette voci che prendono decisioni imprevedibili. Ogni scelta apre una strada. Ogni errore lascia una traccia.

Roma sud. Sette amici e un Dungeon Master si ritrovano attorno a un tavolo. A Talmar, intanto, un mercante di oggetti magici è scomparso. Sette volontà, sette modi di decidere. La storia segue le loro scelte, senza aspettare che abbiano tutti la stessa idea.
«La fine del mondo cominciò alle ventidue e diciassette.»
Da una campagna di gioco di ruolo che prosegue da due anni è nato Noi eravamo già. Il romanzo conserva l'imprevedibilità delle scelte, il mistero di un mondo ignoto e un'ironia che resiste perfino alle catastrofi. E mentre la saga prende forma, la campagna continua.
Una terra che non nasce con l'arrivo degli eroi e non si ferma quando voltano le spalle. Esplora la mappa senza entrare nei segreti riservati ai romanzi successivi.

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Prima del romanzo c’è una città. Le Cronache vive cominciano nel 682, due anni prima degli eventi di Noi eravamo già. Tra moli, botteghe e case incontrerete persone che hanno già una storia. Forse alcune torneranno nelle pagine del romanzo. Forse no. Talmar non aspetta i protagonisti per vivere.
Il calendario sta per aprirsi.
Le giornate passano; le conseguenze e le parole pubblicate rimangono.
Ogni cronaca resta nell’archivio della città. Un giorno dopo l’altro.
Dai moli alle strade alte, il cielo cambia e Talmar gli va incontro.
Avar, Seyr, Oren e Keth hanno ciascuno il proprio corso.
Le persone vivono, coltivano e commerciano secondo il loro clima.
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Una tavola in bianco e nero tratta dal romanzo. Tocca l'immagine per osservarla da vicino.
Marco Borzi raccontava storie molto prima di decidere di scriverne alcune. Per decenni lo ha fatto attorno a un tavolo, costruendo mondi per giocatori abbastanza incoscienti da entrarci e abbastanza ostinati da continuare a esplorarli.
Da una campagna di gioco di ruolo ancora in corso è nato Noi eravamo già. Non è la trascrizione di quelle avventure. L’autore avrebbe voluto tanto che la storia arrivasse comodamente là dove aveva deciso. E invece…
Le scelte, gli errori, le intuizioni dei protagonisti e le conseguenze di quelle azioni sono diventati materia narrativa; il mondo costruito intorno a loro ha preso vita. Per questo nessuno sembra saperne molto più del lettore.
Marco vive a Roma con la moglie Veronica e i loro tre figli.
La campagna e la saga, intanto, continuano.
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