A notte inoltrata Gammar rientrò al presidio. Nivra, dalle spalle robuste e dal passo sicuro, aveva fatto fermare una ronda per spostare dalla via una cassetta abbandonata. Rakshen, giovane dai capelli corvini, che l'accompagnava, non capiva perché perdere tanto tempo per un oggetto apparentemente innocuo. «Perché qualcuno potrebbe inciamparci al buio», rispose Nivra. Sul tavolo del Comandante attendeva il rapporto di Reka: un carro senza provenienza dichiarata e tre banchine senza incidenti. Gammar lesse entrambe le notizie con identica attenzione. Rakshen si offrì di rimandare il resto al cambio del turno. «Per qualcuno il prossimo turno è già cominciato», disse Gammar. Prima di chiudere la porta guardò la strada sgombra. Una notte senza clamori, pensò, spesso dipendeva da piccole azioni che nessuno avrebbe raccontato il giorno dopo.
La porta della caserma
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