Marco Borzi · Noi eravamo già
CR-005 · 2026-10-22 · Lanterna Storta

Il boccale smarrito

Pavri cercava da parecchio il boccale grande con l’orlo scheggiato. Bassa, biondissima e dagli occhi chiari, era la locandiera della Lanterna Storta; pochi, vedendola sollevare un barilotto con una mano, avrebbero indovinato quanta forza avesse. Lo trovò sotto una panca, vicino a uno stivale che non apparteneva al tavolo. Recuperò il boccale, lo esaminò alla luce della lanterna e lo mise da parte: quell’orlo non avrebbe tagliato nessuno, non quella sera. Depa, l'artigiana dalle dita annerite incaricata delle luci, notò lo stivale. «Lo portiamo fuori?» Pavri scosse la testa. «Il proprietario tornerà a cercarlo prima di sentire freddo all'altro piede». Un po’ più tardi entrò Shaya, slanciata, le orecchie appena affusolate sotto il cappuccio. Stringeva un rotolo di tessuto troppo grande da proteggere con il mantello. Chiese un posto asciutto dove appoggiarlo. Pavri indicò lo spazio accanto al fuoco, lontano dallo stivale. Un locale pieno di oggetti smarriti, pensò, era ancora un locale in cui qualcuno contava di tornare.

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